Parola del giorno
November 30, 2007 on 9:28 am | In Parole mie | No CommentsLa parola del giorno di Wordsmith.org:
algorithm
A sequence of well-defined steps for solving a problem.
OK, ammetto di non averla mai cercata sul dizionario, ma non avrei mai immaginato che la definizione potesse essere così semplice ed elegante.
Word of the day
November 30, 2007 on 9:25 am | In Words | No CommentsToday’s word on Wordsmith.org:
algorithm
A sequence of well-defined steps for solving a problem.
OK, I’ll admit I’ve never looked it up in the dictionary, but I’d never imagined that its definition could be as straightforward and as elegant as that.
Expanding Horizons: la mia prima disfida di lettura
November 25, 2007 on 1:19 am | In Parole mie, Libri | 1 CommentCome ho già avuto modo di accennare, di recente ho scoperto un certo numero di blog e ring dedicati ai libri e alla lettura, scritti in inglese. Ho sempre pensato di essere una lettrice avida e di leggere molto… ma no, non mi avvicino neanche lontanamente a quanto leggono alcuni di loro.
Ciò che mi affascina di più, però, è il loro modo di scrivere di libri, quel loro sentirsi liberi di recensire un libro senza dover ricorrere ai paroloni vuoti e altisonanti così frequenti qui da noi (dirò di più, qui non si può far a meno di quella fuffa pseudo-filosofica senza cadere al livello di un blog per ragazzine). E mi affascinano tutte le loro disfide, un modo eccezionale di condividere un’esperienza di lettura. Così, finalmente eccomi alla mia prima disfida di lettura.

La Expanding Horizons Challenge è organizzata da Melissa su Book Nut. Si svolgerà da gennaio ad aprile 2008, e propone di leggere opere di autori di etnie diverse dalla propria. Ne esistono due versioni, ma per quella cui ho scelto di partecipare bisogna leggere sei libri, uno per ognuna delle seguenti categorie di autori:
1. africani/afro-americani
2. asiatici/asiatici-americani
3. ispanici/latino-americani
4. indiani/indo-americani
5. mediorientali
6. popolazioni indigene
Ed ecco la mia lista provvisoria:
1. Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà. Ho questo libro sulla libreria da anni, abbandonato a metà, perciò intendo dargli un’altra possibilità. Se non dovesse funzionare, ecco le alternative: Koffi Fadonougbo, Pedagogia di un griot oppure Calixthe Beyala, Gli alberi ne parlano ancora o Come cucinarsi il marito all’africana.
2. Amy Tan, Il circolo della fortuna e della felicità. Aspetto di leggere questo libro da quando ho visto una parte del film tempo fa, perciò se andasse bene per la categoria “asiatici” sarebbe perfetto. In caso contrario, la mia alternativa è Banana Yoshimoto, Kitchen.
3. Ho letto la mia quota di sudamericani di lingua spagnola quest’anno con Marcela Serrano, perciò passerò al Brasile con Jorge Amado, Gabriella, garofano e cannella (come consigliato da Paulo Coelho qui).
4. Amitav Ghosh, Il paese delle maree.
5. A.B. Yehoshua, Viaggio alla fine del millennio.
6. Louise Erdrich, Tracks or Love Medicine.
Expanding Horizons: my first challenge
November 25, 2007 on 1:18 am | In Words | 3 CommentsAs I’ve already hinted before, I recently discovered a number of weblogs and rings about books and reading - written in English. I used to think that I was an avid reader and that I read a lot… but no, not nearly as much as some of these people do.
What fascinates me most, though, is the way they write about books, the way they are free to review a book without all the pseudo-philosophical fluff that is so common here in Italy (more than that, here you need to use that fluff if you’re not to look girlish or foolish). Also, I’m fascinated by all these challenges, a wonderful way of sharing a reading experience. And so finally I’m in for my first challenge.

The Expanding Horizons Challenge is hosted by Melissa at Book Nut. It will run January through April of 2008, and its purpose is to read works by authors of ethnicities other than your own. There are two versions of this challenge, but for the one I’m taking you have to read six books, one from each of the following categories:
1. African/African-American
2. Asian/Asian-American
3. Hispanic/Latin American
4. Indian/Indian-American
5. Middle Eastern
6. Native Peoples
So here’s my tentative list:
1. Nelson Mandela, A Long Walk to Freedom. This book has been sitting on my shelf for years now, abandoned halfway through, so I’m going to give it one more chance.
Should that not work, here are my alternatives: Koffi Fadonougbo, Pedagogia di un griot (i.e. A Griot’s Education, but I didn’t find an English translation for this book) or Calixthe Beyala, Gli alberi ne parlano ancora or Come cucinarsi il marito all’africana (again, no English translation, sorry).
2. Amy Tan, The Joy Luck Club. I’ve seen a part of the movie some time ago, and looked for the book since, so it would be perfect if it fitted as Asian-American. Should it not be so, my alternative is Banana Yoshimoto, Kitchen.
3. I’ve read my share of Spanish-speaking Latin America this year with Marcela Serrano, so I’ll move over to Brazil with Jorge Amado, Gabriela, Clove and Cinnamon (as suggested by Paulo Coelho here).
4. Amitav Ghosh, The Hungry Tide.
5. A.B. Yehoshua, A Journey to the End of the Millennium.
6. Louise Erdrich, Tracks or Love Medicine.
Impressioni d’inchiostro
November 24, 2007 on 4:41 pm | In Parole d'autore, Parole mie, Libri | No Comments“Gli scrittori sono le uniche creature a questo mondo che oggi possano permettersi il lusso di usare la penna stilografica. I manager di imprese importanti o i ministri di stato le usano, d’accordo, ma solo per firmare, loro non scrivono niente e le Montblanc o le Waterman dormono per la maggior parte del tempo. I comuni mortali come me usano semplici matite, volgari biro di plastica, non abbiamo tempo per raffinatezze come l’inchiostro o il calamaio”.
(Marcela Serrano, Nostra Signora della solitudine, nella traduzione di Michela Finassi Parolo)
Una Montblanc che si dice sia appartenuta a Victor Hugo è uno dei punti focali attorno a cui si snoda e si attorciglia la storia in L’ombra del vento, come un gioco di quinte e sipari che lasciano vedere a tratti solo qualche sezione del palco, sul quale però ci siano piccoli elementi di scena che restano come scogli fermi in mezzo alla tempesta.
“L’oggetto della mia adorazione, una magnifica stilografica nera decorata da un tripudio di fregi, splendeva al centro della vetrina come un gioiello della corona. Il pennino, un delirio barocco in oro e argento finemente incisi che brillava come il faro di Alessandria, era da solo un prodigio. […] Io, segretamente, ero sicuro che con una tale meraviglia si potesse scrivere qualsiasi cosa, da un romanzo a un’enciclopedia, e anche lettere che non avrebbero avuto bisogno del servizio postale”.
(Carlos Ruiz Zafon, L’ombra del vento, nella traduzione di Lia Sezzi)
Io invece recentemente ho ricevuto in dono una Waterman. Ma io sono sempre stata una “comune mortale”, una di quelli che usano “semplici matite, volgari biro di plastica”. Le penne stilografiche non sono fatte per l’appunto rapido preso al telefono, per la lista delle cose da fare scritta di getto su un post-it, per la sottolineatura degli elementi fondamentali su un testo da elaborare, e neppure per la correzione bozze. Anche nel mio mondo libresco non sembra esserci molto posto per lei.
Eppure il suo richiamo è forte. È affascinante il suo corpo nero e lucente, la sensazione del suo peso leggero sulle dita, quasi fosse un prolungamento della mano o anche dell’anima. È una penna chiamata a scrivere cose importanti. Bisogna solo vedere se io avrò mai qualcosa di abbastanza importante da scrivere.
When Christmas arrives early
November 20, 2007 on 4:07 pm | In Words | 1 Comment
Sometimes, Christmas arrives earlier. That’s what happened to me today: my Santa arrived, in the shape of an unexpected parcel from Amazon, its content wrapped in green paper and complete with a ribbon and a card in the same color. Inside, a much-coveted book.

Endless thanks to my beloved “Santa”.
Quando Natale arriva prima
November 20, 2007 on 4:00 pm | In Parole mie, Libri | 1 Comment
A volte, il Natale arriva prima. È quanto mi è successo oggi: il mio Babbo Natale è arrivato, sotto forma di un pacchetto Amazon inaspettato, dal contenuto avvolto in carta verde speranza, con un nastro e un biglietto in tinta. E dentro, un libro a lungo desiderato.

Grazie infinite al mio amato “Babbo Natale”.
Words: my English posts
November 18, 2007 on 5:05 pm | In Words | No CommentsIt seems to be working fine, now. Thanks to Diadhuit and to some googling, I finally managed to have my English posts appear on a separate page, so that I can blog in two languages and post some translations as well. And above all, I can enter the English-speaking book-blogging world, which is much more fascinating than the Italian one…
Desiderata
November 17, 2007 on 7:11 pm | In Libri | No CommentsOggi ho fatto un po’ d’ordine in quel cumulo di macerie che sommerge la mia scrivania, e mi sono decisa a eliminare un po’ di vecchi cataloghi e riviste accumulatisi nei mesi. Prima però li sfoglio, ed ecco ciò che mi incuriosisce e mi attira:
MUHAMMAD YUNUS, Il banchiere dei poveri, Feltrinelli, 2006.
TITO BARBINI, Le nuvole non chiedono permesso, Polistampa, 2006.
SEAN B. CARROLL, Infinite forme bellissime, Codice, 2006.
RICHARD FORTEY, Terra. Una storia intima, Codice, 2005.
STEPHERN JAY GOULD, La struttura della teoria dell’evoluzione, Codice, 2003.
JAYANT VISHNU NARLIKAR, Le sette meraviglie del cosmo, Codice, 2004.
TOM STANDAGE, Una storia del mondo in sei bicchieri, Codice, 2005.
BERNARD I. COHEN, Il trionfo dei numeri, Dedalo, 2007.
BENOIT RITTAUD, L’assassino degli scacchi, Barbera, 2007.
BERNARD WERBER, Il viaggiatore delle stelle, Barbera, 2007.
Altri libri che ho notato negli ultimi giorni, tra recensioni, pubblicità e consigli vari:
FELIPE BENITEZ REYES, Il mercato dei miraggi, Fazi, 2007.
ALAN BENNETT, La sovrana lettrice, Adelphi, 2007.
PETER BARHAM, La scienza in cucina, Bollati Boringhieri, 2007.
JANET LEE CAREY, Dragon’s Keep, Harcourt Children Book, 2007.
A quando il prossimo raid in libreria?
Segnalazione
November 16, 2007 on 2:04 pm | In Multimedia, Parole e non solo: risorse | No CommentsNon vi racconterò come l’ho trovato (mentre cercavo la soluzione a un gioco sciocco e appassionante), ma sembra un valido strumento di ricerca, molto più che per risolvere le parole crociate: WordNavigator.
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