Non dimenticate il traduttore

May 21, 2007 on 10:07 am | In Parole altrui, Parole mie | No Comments

Forse il mondo si sta svegliando. Forse la lotta di noi traduttori, cavalieri erranti della letteratura, non è combattuta invano o contro i mulini a vento.

A seguito della Fiera del libro a Torino, la scorsa settimana diversi articoli sono apparsi sui quotidiani italiani, a ricordare la figura obliata del traduttore. “Sia lode agli interpreti e ai traduttori!” scrive Marino Sinibaldi sulla Stampa, in un intervento che sarebbe da stampare e incorniciare.

Ma l’attenzione non dipende solo dalla Fiera di Torino. Non più tardi di ieri, il New York Times pubblica una lettera “In Praise of Translators”, dopo aver dedicato un numero del Book Review alla letteratura in traduzione (e non dimentichiamo che quello americano è un mercato editoriale estremamente insensibile non solo alle problematiche della traduzione ma anche alla produzione straniera in quanto tale, e quindi in quanto traduzione).

Su un tono più leggero, una grande agenzia di traduzione pubblica online il racconto, molto tongue-in-cheek, di quanto sia folle la vita del traduttore.

Non dimenticate il traduttore, cavaliere errante della letteratura, della lingua e della comunicazione.

Navigare su un mare verde

May 1, 2007 on 10:18 pm | In Parole mie | No Comments

Avete presente “Velisti per caso”, la trasmissione televisiva in cui Patrizio Roversi e Syusy Bladi visitano terre e mari lontani a bordo di Adriatica, il loro yacht da 22m? Al momento la coppia è impegnata a circumnavigare l’America del Sud seguendo in senso inverso la rotta di Darwin e studiando le ragioni della teoria dell’evoluzione, per realizzare le puntate che saranno trasmesse la prossima estate con il titolo “Evoluti per caso”. Tra gli sponsor della spedizione c’è anche l’Enel, che fornirà all’imbarcazione gli strumenti per la produzione di energie rinnovabili.

Per l’ente si tratta di un vero e proprio esperimento scientifico: in un succedersi di tappe diverse, gli impianti di Adriatica vengono gradualmente sostituiti con quelli a impatto basso o nullo forniti e montati dall’Enel, che così verifica la funzionalità di ogni elemento sul campo (o, per meglio dire, sul mare) fino alla completa sostituzione dell’energia a sorgente fossile con quella rinnovabile. Un’idea che non sarebbe difficile implementare anche su altre imbarcazioni private in un futuro non troppo lontano.

Adriatica

Ma vediamo meglio come viene alimentata Adriatica. Sulla poppa dell’imbarcazione sono stati montati due aerogeneratori, cioè due turbine a pale eoliche che catturano l’energia sia dalle correnti di vento quasi sempre presenti in ambiente marino, sia dallo spostamento d’aria dovuto al movimento della nave. Accanto a questi ci sono due pannelli solari, che sono stati sostituiti in Cile con componenti di nuovissima generazione, raddoppiandone la produzione di energia. Al di sotto della chiglia c’è poi una turbina idraulica a trascinamento, per sfruttare l’energia delle correnti marine. Poiché si tratta di fonti instabili, era necessario un sistema di accumulo, anch’esso realizzato in Cile e per il quale l’Enel ha deciso di testare un impianto a idrogeno: parte dell’energia delle fonti rinnovabili viene dirottata su un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno, che viene accumulato in un serbatoio a idruri e può essere riconvertito in energia quando necessario attraverso una cella a combustibile, fornendo così l’elettricità per i servizi a bordo. Infine, proprio in questi giorni in Brasile l’imbarcazione è passata dal combustibile tradizionale al bioetanolo, di cui il Paese sudamericano è il più grande produttore a livello mondiale. In questo modo, la navigazione è ormai verde al 100%: una soluzione che ci piacerebbe vedere diffusa il prima possibile.

Per maggiori informazioni sul progetto cliccate qui.

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