Letteratura e internet

September 16, 2008 on 2:35 pm | In Parole d'autore, Parole altrui | No Comments
Saramago

Sarà forse una trovata pubblicitaria, ma è ugualmente una bella notizia. José Saramago, a 85 anni, apre un suo blog. (Peccato che io il portoghese ancora non lo leggo…)

Credere

July 12, 2008 on 4:25 pm | In Parole d'autore | No Comments

Non credo che ci sia una spiegazione. La fede in Cristo non mi sembrava una cosa razionale o scientifica, eppure non potevo fare niente per allontanarmene. Credo che Laura stesse cercando una spiegazione razionale perché era convinta che tutte le verità fossero anche razionali. Ma non è così. L’amore, ad esempio, è un’emozione vera, ma non è razionale… non puoi spiegarlo in termini scientifici. Così come non puoi spiegare la bellezza. La luce non può essere provata scientificamente, eppure tutti crediamo alla sua esistenza e grazie alla luce vediamo le cose che ci circondano.
(Donald Miller, Blue Like Jazz, traduzione mia)

Letto qui, dove c’è anche una recensione completa del libro. Grazie Laura.

versione italiana

Parole d’autore: Schmitt

July 4, 2008 on 1:51 pm | In Parole d'autore, Libri | No Comments
Occhi
occhi

Non ho mai visto due occhi ridere in quel modo. Scoppiano dalle risate, i suoi occhi, fanno un baccano d’inferno.

Sorriso
sorriso

“Perché non sorridi mai, Momo?” mi domandò monsieur Ibrahim.
La domanda era come un cazzotto, un vero e proprio cazzotto al fegato, non c’ero preparato.
“Sorridere è roba da gente ricca, monsieur Ibrahim. Io non ho i mezzi”.
Naturalmente lui cominciò a sorridere, tanto per farmi girare le scatole.
[…]
“Monsieur Ibrahim, quando dico che il sorriso è roba da ricchi, intendo dire che è roba per gente felice”.
“Ecco, è qui che ti sbagli. È il sorridere che rende felici”.

Amore
amore

“Il tuo amore per lei è tuo. Ti appartiene. Anche se lei lo rifiuta, non lo può cambiare. Semplicemente non ne approfitta, ecco tutto. Quello che tu dai, Momo, è tuo per la vita; e quello che non dai è perduto per sempre!”.

Viaggio 1
viaggio 1

Era fantastico scoprire come tutto diventava interessante viaggiando con monsieur Ibrahim. Siccome io ero incollato al volante e mi concentravo sulla strada, lui mi descriveva i paesaggi, il cielo, le nuvole, i villaggi, gli abitanti. Le chiacchiere di monsieur Ibrahim, la sua voce fragile come carta velina, quell’accento speziato, quelle immagini, quelle esclamazioni, quelle ingenuità seguite dalle battute più diaboliche: questa è per me la strada che conduce da Parigi a Istanbul. L’Europa non l’ho vista, io, l’ho sentita.

Viaggio 2
viaggio 2

“No, non l’autostrada, Momo. Non prendere l’autostrada. Le autostrade, ci passi e basta, non c’è niente da vedere. Sono buone per gli imbecilli che vogliono andare il più velocemente possibile da un punto all’altro. Noi non facciamo della geometria, noi viaggiamo”.

Un libro molto bello, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, di Eric-Emmanuel Schmitt, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca.

Forse c’è qualcosa che non va

June 6, 2008 on 2:44 pm | In Parole d'autore | No Comments

Il sistema che abbiamo creato non riconosce le persone. Solo le carte di credito sono accettate. Solo le patenti sono accettate. Le persone no. Sembra che per le persone sia inutile avere una faccia. Ormai si guarda sempre la patente, la carta di credito, il codice sanitario o fiscale. Ma se un documento vale più di una faccia, mi chiedo, quest’ultima, perché ce l’abbiamo.
(Muhammad Yunus, Il banchiere dei poveri, trad. it. di Ester Dornetti)

Forse c’è qualcosa che non va.

Comincia ad accumulare

June 1, 2008 on 8:27 pm | In Parole d'autore, Parole mie | No Comments

“Nella vita non mi è mai capitato niente.”
Di nuovo il silenzio.
“E ormai è troppo tardi.”
“Ti proibisco di parlare così,” la interrompe Ada con passione, “non è mai troppo tardi, hai capito? Mai! Guarda me, per esempio, che sto per pubblicare il mio primo romanzo, guarda Lola, da quanto tempo ha trovato l’amore della sua vita? Le cose davvero importanti ci stanno succedendo adesso!”
“Stanno succedendo a voi per quello che avete accumulato nel corso degli anni. Sai bene che a un certo punto della vita il caso non riveste più un ruolo prioritario.”
“E allora, Nieves, comincia ad accumulare.”
(Marcela Serrano, Arrivederci piccole donne, nella bellissima traduzione italiana di Michela Finassi Parolo)

È vero, bisogna accumulare. O iniziare a farlo.

Qualcuno sa come fare?

Asciugamano

May 25, 2008 on 8:34 pm | In Parole d'autore, Parole mie, Parole e altri misteri: varie | No Comments

Non lo sapevo e me lo sono perso, ma oggi era il Towel Day.

A towel, it says, is about the most massively useful thing an interstellar hitch hiker can have.

Un asciugamano, vi si legge, è probabilmente l’oggetto più utile in assoluto per un autostoppista interstellare.
(Douglas Adams, The Hitch-Hiker’s Guide to the Galaxy, traduzione mia)

So long, Douglas, and thanks for all the fish.

Vita vagabonda(*)

May 17, 2008 on 4:55 pm | In Parole d'autore, Parole mie, Libri | No Comments

Nell’ultima settimana sono stata lontana dal blog e lontana da casa. Sono stata qui:

Torino

Per chi non la riconoscesse, è la Fiera del Libro di Torino. Non faro un report sulla fiera (dove comunque si fanno tanti incontri, dentro e fuori dalle pagine dei libri) ma mi limiterò a dirvi ciò che me ne resta.

  1. Una lista di libri visti in fiera che mi devo assolutamente procurare. Eccola, ridotta al minimo per non intasare Wordpress:
    • Dalia Sofer, La città delle rose
    • Gianfranco Fauci, Era scritto sulla mia mano
    • George Weigel, La chiesa spiegata a chi non crede
    • Tom Bethell, Le balle di Newton
    • Rebecca Stott, Il codice di Newton
    • Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
    • Tahmima Anam, I giorni dell’amore e della guerra
    • Paolo Curtaz, In coppia con Dio
    • Silvia Arroyo, Il bizzarro mondo dei quanti
    • Jaume Cabré, Le voci del fiume
    • Olivier Bleys, Il mercante di tulipani
    • Carlos Chordà, La scienza spiegata a Nicolas
    • Moussa Ag Assarid, Non ci sono ingorghi nel deserto
    • Khoury Ghada, La casa sull’orlo del pianto
    • Maloud Feraour, Terra e sangue
    • Sangsuk Saneh, Una storia vecchia come la pioggia
    • Paul Hodge, Più alto dell’Everest
    • Padraig Colum, Il viaggio infinito del principe irlandese
  2. Un’intervista con il grande Ildefonso Falcones, autore di La cattedrale del mare. Nell’intervista, Falcones afferma:

    Cos’è un libro perfetto? Per me un libro perfetto è esattamente quello che hai definito tu: quello che ti prende dal primo momento e non ti lascia andare finché non raggiungi la fine.

    Se riesco, nei prossimi giorni vi pubblico la registrazione di un brano dell’intervista.

  3. Una citazione, attribuita a Rita Levi Montalcini:

    I matematici parlano con Dio, i fisici parlano con i matematici, e tutti gli altri parlano tra loro.

  4. Un bellissimo cartello da appendere alla porta che dice “Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!” (pubblicità di Pordenone Legge)

Dopo la fiera sono stata qui:

Porto

(per chi non lo riconoscesse, è il Portogallo)

(*) Libera traduzione del vero titolo di questo post: “Torseona”, come si dice dalle nostre parti quando una è sempre in viaggio. Vedi qui.

Dell’attesa

May 2, 2008 on 11:21 am | In Parole d'autore, Libri | No Comments

Dialogo di due amanti che hanno deciso di cercare una figlia.

MotherhoodLa sera, quando cinsi la vita della mia compagna, avevamo l’impressione di andare verso un letto per la prima volta.
Lei mi domandò, dispettosa, mentre la spogliavo:
“Ma ami me, o tua figlia?”
“In questo momento, amo tutto il mondo, ma è al tuo corpo che ho voglia di dimostrarlo.”
Lei fece finta di sottrarsi.
“Per colpa tua, tra qualche mese, il mio corpo sarà deforme.”
“‘Deforme’ un ventre che diventa tondo come la terra? ‘Deformi’ dei seni che si gonfiano di latte, che tendono le loro labbra brune verso le labbra del bambino, delle braccia che stringono la carne contro la carne, e quella testa piegata? Dio, è la più bella immagine che un mortale possa vedere.”
(Amin Maalouf, Il primo secolo dopo Beatrice, nella traduzione di Egi Volterrani)

Narrazione e scienza

May 1, 2008 on 1:43 pm | In Parole d'autore, Numeri, Libri | 1 Comment

“Guardate le loro facce! Credete che gli interessi la vostra misura così come l’avete spiegata?”
“Non li deve interessare. L’importante è che il metodo sia corretto e il risultato conforme alla realtà.”
“Ah, la misura della Terra non li deve interessare?! La Terra su cui mangiano, dormono, fanno l’amore, muoiono, non li deve interessare! È troppo complicata, secondo lui.”
“Che sia giusta, è questo che conta.”
“No, non è tutto lì quello che conta. Se volete che venga ricordata, deve colpire l’immaginazione. La prima misurazione della Terra deve essere semplice!”

[…]

“Io non sono un saggio come voi, ma i libri li conosco, e so che cosa ricordano gli uomini: le belle storie.”
“Qui non si tratta di storie, Teo, ma di scienza.”
“E che cosa cambia?”
“Che cosa vuoi? Che inventi metodi falsi, ma pieni di fascino, perché Mentep, là sul ponte, possa cantarli… che io metta insieme come capita delle misure eleganti ma inesatte perché le belle alessandrine ne parlino durante i banchetti, voluttuosamente sdraiate sui loro triclini?”
Teo sorrise: “No. Alla verità della vostra scienza, aggiungete la dimensione mitica della poesia, e la vostra misura diventerà una storia così bella che si avrà voglia di raccontarla per secoli. La verità da sola non basta — ed è meglio così”.

(Denis Guedj, La chioma di Berenice, nella traduzione di Fjodor B. Ardizzoia, Isabella C. Blum e Francesca Ioele)

Memoria e testimonianza

April 19, 2008 on 5:09 pm | In Parole d'autore, Libri | No Comments

Certo, niente è paragonabile alla Shoà e nessun male si può mettere a confronto con un altro male, ma ogni volta che un popolo della Terra si trovava minacciato dalla follia degli altri uomini, padre Pons si dedicava a mettere in salvo gli oggetti che testimoniavano l’anima minacciata. Con il risultato che nella sua arca di Noè ammassò una quantità di armamentari diversi: ebbe la collezione degli indiani d’America, la collezione vietnamita e la collezione dei monaci tibetani.
(Eric-Emmanuel Schmitt, Il bambino di Noè, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca)

Spero con questa frase di avervi incuriosito. Io, lo ammetto, non conoscevo Schmitt, ma questa storia tenera che è quasi una favola moderna e si legge in poche ore merita davvero.

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