Letture in viaggio
Sunday, July 5th, 2009Bell’idea.
(Peccato che sia aperta solo a chi viaggia attraverso uno di appena tre aeroporti, e portandosi dietro il computer, visto che non è possibile scaricarli in anticipo…)
Bell’idea.
(Peccato che sia aperta solo a chi viaggia attraverso uno di appena tre aeroporti, e portandosi dietro il computer, visto che non è possibile scaricarli in anticipo…)
Ecco il link: http://flocos.tv/curta/a-flor-mais-grande-do-mundo/



(*) Provo a tradurre quello che Saramago dice:
Le storie per bambini devono essere scritte con parole molto semplici, perché i bambini, che sono piccoli, conoscono poche parole e non amano usare quelle complicate.
Magari sapessi scrivere storie così! Ma non sono mai stato in grado di imparare e mi dispiace.
Se avessi quella capacità, potrei raccontarvi nei dettagli una bella storia che inventai un giorno.
(…)
Questa è la storia che vorrei raccontare.
Mi dispiace molto non saper scrivere storie per bambini. Ma almeno così hanno saputo come sarebbe questa storia e potranno raccontarla in un modo diverso, con parole più semplici delle mie, e così magari un giorno sapranno scrivere storie per bambini. Chissà se un giorno mi capiterà di rileggere questa storia, riscritta da te che mi stai leggendo, ma molto più bella.
E se le storie per bambini diventassero una lettura obbligatoria per gli adulti? Gli adulti sarebbero capaci di imparare davvero quello che per tanto tempo hanno insegnato?

Amazon.co.uk ha aperto un reparto dedicato alla letteratura in traduzione. E se ancora non bastasse, è consultabile in base alla lingua originale.
(Brutta notizia: non lo reputano abbastanza importante da dedicarvi un comunicato stampa, né da evidenziarlo in qualche modo. Dovremo diffonderlo da soli.)
(via)

Parlando di colori, ho anche un altro link interessante da proporvi, se avete tempo per giocare e testare la vostra capacità di vedere le tinte. Buon divertimento!
La top-50 dell’antilingua d’ufficio secondo la BBC (via)
Vi ho mai detto che sono a sangue freddo? Ecco la conferma.
Sarà blasfema, ma quest’idea è bella lo stesso.
E per finire (citato un po’ da tutti questa settimana) ecco i rischi della traduzione automatica. Buona visione!
Ieri sera, come tutte le sere, la radio trasmetteva “Zapping” e io ascoltavo con mezzo orecchio. La mia attenzione però è salita alle stelle quando hanno iniziato a parlare di libri. Nel corso della trasmissione è intervenuto infatti Oliviero Ponte di Pino, autore di I mestieri del libro, in cui si parla, come si legge nella descrizione di Bol.it, di “le diverse figure professionali coinvolte (dal redattore ai grafici, dalla direzione editoriale all’ufficio diritti, dagli agenti agli scout, dal marketing all’ufficio stampa, dai venditori ai librai)”. Avete visto la parola “traduttore” da qualche parte? Ovviamente no, così come non è stata pronunciata nell’intervista di ieri sera (potete ascoltare la puntata di ieri qui, l’intervista inizia a 46:37 minuti).
A quanto pare, la traduzione non è un “mestiere del libro”.