Quest’anno voglio augurarvi buon Natale con un post che qualche tempo fa mi ha fatto riflettere - un post di cui vi regalo la traduzione. L’autrice è Katrina di Callapidder Days, che nel suo blog parla di libri, ma soprattutto della sua famiglia e di come i suoi figli abbiano molto da insegnarle, sulla vita e sulla fede. Buona lettura!
L’aspirapolvere
Ogni volta che tiro fuori l’aspirapolvere, Logan (due anni) corre ad aiutarmi: molla i Lego, i trenini e l’Arca di Noè Little People e si precipita al mio fianco per partecipare all’impresa emozionantissima di aspirare peli di gatto, pezzi di carta e briciole di pane. La sua manina si alza ad afferrare il manico dell’aspirapolvere, proprio sotto la mia.
Lascio che mi aiuti? Certo che sì.
Anche se so che così un lavoro da 10 minuti diventerà uno da 30. Anche se scommetto che mi sfuggirà qualcosa negli angoli e che scoprirò di non riuscire a passare attorno a certi mobili con un bambino al seguito. Anche se più di qualche volta ho sbattuto l’alluce contro uno scaffale per cercare di non pestare i suoi piedini.
Anche se…
Certo che lascio che mi aiuti comunque.
Glielo lascio fare perché so che è un momento di prima qualità nella creazione del legame madre-figlio. Mi guarda con quei brillanti occhi azzurri e dice “pia-povEE” (che naturalmente nel linguaggio di Logan significa “Aspirapolvere!”). Chi potrebbe resistere?
Glielo lascio fare perché mi fa sorridere quando vedo come tiene stretto l’aspirapolvere assieme a me. Magari non sa bene cosa sto facendo, ma sa che ne vuole far parte.
E glielo lascio fare perché se riuscirò a crescere uno o magari due figli che diano una mano con l’aspirapolvere, aumenteranno le possibilità che le mie nuore un giorno mi chiamino beata, e quella è una cosa che non fa mai male.
Certo, non ho bisogno che mi aiuti a fare le cose, ma glielo lascio fare, giorno dopo giorno.
L’ultima volta che Logan mi ha “aiutato” a passare l’aspirapolvere mi sono ritrovata a pensare alle occasioni che ho io di “aiutare” Dio.
Il Signore porterà a compimento i suoi piani per il mondo, che noi collaboriamo o meno. Ma non è straordinario che voglia farci partecipare?
Di certo, Lui non ha bisogno che io Lo aiuti a fare le cose, ma me lo lascia fare, giorno dopo giorno. Addirittura mi incoraggia a farlo.
Sono sicura che quando Lo “aiuto” rallento le cose. Sono sicura che mi metto a tirare da una parte quando il “grande aspirapolvere” va dall’altra. Sono sicura che combino pasticci fin troppo spesso. Eppure Lui mi invita a par parte del Suo piano per questo nostro mondo.
Anche quando non capisco bene cosa sta facendo, vuole che Lo segua, che mi tenga stretta e mi lasci coinvolgere.
I Casting Crowns hanno una canzone (In Me) che parla di fare ciò che Dio ci chiama a fare, riconoscendo allo stesso tempo che non potremmo farlo senza la Sua forza e la Sua presenza. Adesso, ogni volta che Logan afferra il manico dell’aspirapolvere, mi risuona in testa un brano del ritornello:
Che ristoro sapere che non hai bisogno di me
Che stupore scoprire che mi vuoi con Te
È davvero un ristoro. Ed è davvero uno stupore.
Prego di poter seguire i piani di Dio, offrendo qualsiasi contributo Lui mi renda capace di dare, e con la stessa buona volontà e lo stesso entusiasmo che vedo negli occhi di Logan ogni volta che l’aspirapolvere fa la sua comparsa.
È straordinario ciò che mi insegna questo bimbo.